Sale

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Galleria Doria Pamphilj

SALA DEL PUSSINO

Il vastissimo ambiente è contraddistinto dai numerosi pezzi del Pussino, soprannome che Gaspard Dughet derivò dal cognato Nicolas Poussin.

Le grandi tele furono probabilmente commissionate dal principe Camillo Pamphilj per le dimore laziali di Valmontone e Nettuno, ma presto vennero portate qui. Distribuita su tutte le pareti è una serie di paesaggi della campagna romana, che pare compresa forse per la prima volta nella sua potente intensità estiva. Gran parte di questa sequenza fu in origine realizzata per oggetti davvero particolari: superfici dipinte su due facce, che servivano a dividere gli spazi e probabilmente a decorare e proteggere dei letti.

SALONE DEI VELLUTI

Alle pareti sono gli antichi e preziosi velluti controtagliati che denominano la sala, mentre il soffitto si deve a Liborio Marmorelli, che operò nel 1768.

Qui si trovano due importanti busti-ritratto scolpiti da Alessandro Algardi, nonché pregiati mobili barocchi, su cui poggiano piani in marmo bianco e nero d’Aquitania.

SALA DA BALLO

Antico Salone di Musica, composta di due ambienti contigui, venne completamente ridecorata nel secondo Ottocento ad opera dell’architetto Andrea Busiri Vici, con preziose sete alle pareti.

Tra gli oggetti conservati nello stallo dell’orchestra vanno segnalati: una gabbia per uccelli datata 1767, una preziosa arpa del XVIII secolo e due antiche livree.

SALONE ALDOBRANDINI

Ospita lacerti di affresco che risalgono alle fasi più antiche del complesso edilizio (1507), quando era la “sala pulcherimma depicta”.

La sala venne ingrandita nel XIX secolo dall’architetto Andrea Busiri Vici e ancora ricostruita nel soffitto e nel pavimento dopo il 1956. Al centro è una grande scultura di marmo bicromo di età Antonina, ritrovata ad Albano a metà Ottocento, raffigurante un Centauro e alle pareti una ricca serie di sculture archeologiche, fra cui spiccano alcuni sarcofagi. Tra i quadri è necessario citare le due meravigliose tele con la “Maddalena penitente” e il “Riposo durante la Fuga in Egitto” del giovane Caravaggio, la “Salomè” di Tiziano, il “Doppio ritratto” di Raffaello, la grande tavola con la “Deposizione” di Giorgio Vasari e la grande pala con il “Sacrificio di Noè” dipinta da Ciro Ferri.

Gli spazi

IL CORTILE DEL BRAMANTE